luglio 2026
Trepuzzi, Torre Pinta (Otranto)
Il paesaggio, nella sua contemporaneità, si configura come prima soglia percettiva del cambiamento climatico poiché muta nei ritmi, nei colori, nelle forme della produzione e della sussistenza. Il Volume 6 di Giardino Project propone di leggere le trasformazioni già in atto e di comprendere come la terra reagisca e si adatti, come ogni gesto agricolo si riveli sempre più come un segno di permanenza e di cura.
Questa nuova edizione, strutturata attorno al ciclo Seme • Pianta • Fiore • Frutto • Seme, nasce dalla convinzione che il paesaggio agreste non sia soltanto un luogo di produzione, ma un giardino diffuso: un organismo vivente in cui si intrecciano lavoro umano, ecologie spontanee, architetture vernacolari e memorie stratificate.
In questa prospettiva si inserisce l’opera di Michele Guido, artista impegnato da anni in una ricerca trasversale sul giardino come struttura genetica, temporale e spaziale. La sua metodologia delinea un percorso che mette in relazione botanica, archeobotanica, ecologia, architettura rurale e pratiche artistiche contemporanee, intrecciando la sua indagine con il territorio e attivando la dimensione della campagna come un dispositivo di osservazione e immaginazione.
Il processo partecipato di Seme • Pianta • Fiore • Frutto • Seme diventa anche un ciclo esplorazione, visone e di conoscenza. Ogni fase della sequenza vegetale costituisce un modo di guardare, di raccogliere e di comprendere: una grammatica sensibile attraverso cui interrogare il nostro rapporto con la terra e le sue cadenze.
Questa nuova edizione, strutturata attorno al ciclo Seme • Pianta • Fiore • Frutto • Seme, nasce dalla convinzione che il paesaggio agreste non sia soltanto un luogo di produzione, ma un giardino diffuso: un organismo vivente in cui si intrecciano lavoro umano, ecologie spontanee, architetture vernacolari e memorie stratificate.
In questa prospettiva si inserisce l’opera di Michele Guido, artista impegnato da anni in una ricerca trasversale sul giardino come struttura genetica, temporale e spaziale. La sua metodologia delinea un percorso che mette in relazione botanica, archeobotanica, ecologia, architettura rurale e pratiche artistiche contemporanee, intrecciando la sua indagine con il territorio e attivando la dimensione della campagna come un dispositivo di osservazione e immaginazione.
Il processo partecipato di Seme • Pianta • Fiore • Frutto • Seme diventa anche un ciclo esplorazione, visone e di conoscenza. Ogni fase della sequenza vegetale costituisce un modo di guardare, di raccogliere e di comprendere: una grammatica sensibile attraverso cui interrogare il nostro rapporto con la terra e le sue cadenze.

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I progetti di Michele Guido sono stati esposti in diversi luoghi pubblici e privati in Italia e all’estero: Paper Times, Xiamen, Cina | Mattatio, Roma | Casa degli Artisti, Milano | ZACentrale, Palermo | Fondazione Merz, Torino | Museo MACTE, Termoli | Museo Carlo Zauli, Museo MIC, Faenza | Lia Rumma Gallery, Napoli| ZonaMacoSur, Città del Messico | Accademia di San Luca, Roma.
In Italia l’artista è rappresentato dalla Galleria Lia Rumma Napoli/Milano e da Z2O Sara Zanin Roma.