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    giardino project, a cura di Giuseppe Amedeo Arnesano, è un luogo domestico del verde rivolto al confronto critico e politico nelle pratiche artistiche e curatoriali contemporanee. Un recinto urbano dove artistə e curatorə si alternano come ospiti di una residenza estiva.
Talk, interventi site-specific e operazioni editoriali sono azione e strumento di un processo di indagine dedicato alle dinamiche culturali e alle arti visive, ripensate in una visione periferica e di provincia come quella di un paese del Sud d’Italia
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VOLUME 6. SEME, PIANTA, FIORE, FRUTTO, SEME 


luglio 2026

Trepuzzi, Torre Pinta (Otranto)


Il paesaggio, oggi, si configura come prima soglia percettiva del cambiamento climatico: muta nei ritmi, nei colori, nelle forme della produzione e della sussistenza. Il Volume 6 di Giardino Project propone di leggere le trasformazioni già in atto e di comprendere come la terra reagisca e si adatti, come ogni gesto agricolo si riveli sempre più come un segno di permanenza e di cura.

Questa nuova edizione, strutturata attorno al ciclo Seme • Pianta • Fiore • Frutto • Seme, nasce dalla convinzione che il paesaggio agricolo non sia soltanto un luogo di produzione, ma un giardino diffuso: un organismo vivente in cui si intrecciano lavoro umano, ecologie spontanee, architetture vernacolari e memorie stratificate.

In questa prospettiva si inserisce l’opera di Michele Guido, artista impegnato da anni in una ricerca trasversale sul giardino come struttura genetica, temporale e spaziale. La sua metodologia delinea un percorso che mette in relazione botanica, archeobotanica, ecologia, architettura rurale e pratiche artistiche contemporanee,

intrecciando la pratica con il territorio e attivando la dimensione della campagna come un dispositivo di osservazione e immaginazione.

Il processo partecipato di Seme • Pianta • Fiore • Frutto • Seme diventa anche un ciclo di conoscenza. Ogni fase della sequenza vegetale costituisce un modo di guardare, di raccogliere e di comprendere: una grammatica sensibile attraverso cui interrogare il nostro rapporto con la terra e le sue cadenze.





Michele Guido, (Aradeo, Lecce 1976) si è trasferito a milano nel 1997 per studiare presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Contemporaneamente al periodo di formazione nel 1999 frequenta il Centro T.A.M. diretto da Eliseo Mattiacci, si diploma nel 2002 e l’anno dopo frequenta il master in Landscape Design. Dal 2001 al 2007, ha avuto uno studio presso la Casa degli Artisti a Milano, dove ha organizzato con Jole de Sanna e Hidetoshi Nagasawa la conferenza “Discussione Aperta: il Concetto di MA” . Le sue indagini multidisciplinari si sviluppano in progetti più complessi, i “garden project”, basati sull’architettura vegetale, i rapporti tra regno vegetale e regno animale, tra l’origine geografica delle piante e il loro rapporto con la cultura di quei luoghi di provenienza, la biodiversità, l’antispecismo e i cicli legati al seme-pianta-frutto-seme, in collaborazione con le banche dei semi.
I progetti di Michele Guido sono stati esposti in diversi luoghi pubblici e privati in Italia e all’estero: Paper Times, Xiamen, Cina | Mattatio, Roma | Casa degli Artisti, Milano | ZACentrale, Palermo | Fondazione Merz, Torino | Museo MACTE, Termoli | Museo Carlo Zauli, Museo MIC, Faenza | Lia Rumma Gallery, Napoli| ZonaMacoSur, Città del Messico | Accademia di San Luca, Roma.


In Italia l’artista è rappresentato dalla Galleria Lia Rumma Napoli/Milano e da Z2O Sara Zanin Roma.